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Paragrafo 3 . Spirito religioso e spirito filosofico.
     
Il  concetto di dogma  estraneo allo spirito filosofico, anche  se
nella filosofia non sono mancati atteggiamenti dogmatici. Le verit
espresse  dalla  filosofia, cio dai vari filosofi,  si  presentano
senza  dubbio  come incontrovertibili; ciascuna scuola  filosofica,
affermando la propria verit, non lascia possibilit di scelta.  Le
verit  della filosofia sono per sempre il punto di arrivo di  una
ricerca,  la conclusione di un processo del pensiero dell'uomo  che
presume di dimostrare quella verit. E la dimostrazione non esclude
la discussione, il contrasto e la polemica.
     La  verit  espressa  sotto forma di  dogma  dai  decreti  dei
Concili  si  pone,  invece,  per definizione,  al  di  sopra  della
dimostrazione  e  della  discussione:   sapienza  divina  espressa
direttamente da Dio.
     Le  verit  della  filosofia, anche le pi diverse  tra  loro,
ammettono  in  moltissimi  casi una conciliazione  e  una  sintesi:
abbiamo  visto  che  la filosofia dell'ellenismo  si  presenta,  ad
esempio,  con lo stoicismo o con il neoplatonismo, come sintesi  di
tutta  la sapienza filosofica precedente, in cui elementi platonici
trovano spazio accanto a elementi aristotelici.
     Ben  diverso    l'atteggiamento  del  cristianesimo,  al  cui
interno prende corpo, insieme al concetto di dogma, il principio di
autorit, che, sebbene non estraneo alla cultura filosofica, assume
un  significato del tutto nuovo. Gi nella scuola pitagorica vigeva
in  effetti la regola dell'ipse dixit (le affermazioni del  maestro
non  si  possono discutere), ma l'autorit del maestro era  fondata
esclusivamente sulla sua sapienza, che  sapienza umana. L'autorit
della  Chiesa  nasce  invece dall'investitura divina  che  essa  ha
ricevuto.  E  quando  la  Chiesa assumer, nel  corso  dei  secoli,
all'interno  del  proprio corpo dottrinario, princpi  ed  elementi
provenienti  dalla filosofia pagana, ad esempio dall'aristotelismo,
l'autorit  di  Aristotele cambier natura:  il  sapiente  filosofo
greco  diventer  il  divino  Aristotele.  La  filosofia,  che   ha
rappresentato l'espressione dinamica del pensiero umano,  viene  in
tal modo immobilizzata nel dogma.
     Non c' pi posto per la discussione, n - in senso metaforico
-  con i pensatori del passato, n all'interno della Chiesa stessa.
I  problemi  e le controversie si risolvono a colpi di dogmi  e  di
scomuniche. Ci che  "differente" viene bandito.
     Le  differenze che erano germogliate nella cultura  filosofica
greca,  o  vengono  omologate all'interno della nuova  dottrina,  o
tagliate alla radice.
     Le  eresie sono la conseguenza della penetrazione nella Chiesa
di  uno "spirito filosofico" che, fondato sul ragionamento e  sulla
dimostrazione,  che  pretende di risolvere una questione  di  fede;
sull'altro  "fronte" il dogma  la difesa di  una  Verit  di  fede
ritenuta inaccessibile alla filosofia.
     Dall'incontro  del cristianesimo con il pensiero  greco  nasce
quindi   un   vincolo  difficilmente  eliminabile  -   almeno   nel
cristianesimo  occidentale - e al tempo  stesso  un  conflitto  per
molti versi insanabile.(30)
     
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     Il  connubio tra filosofia e religione se da un lato fa s che
la  critica,  la  scelta  della differenza, l'eresia,  non  possano
essere mai estirpate definitivamente, dall'altro apre la strada  al
dogmatismo  che  influenza spesso la riflessione filosofica,  senza
comunque mai riuscire a dominarla completamente.
     Cos  per  secoli, nella cultura occidentale, la filosofia  ha
potuto   esercitare   uno  stimolo  costante  nei   confronti   del
cristianesimo,  che si  tradotto in un arricchimento,  sconosciuto
ad altre religioni, del suo corpo dottrinario.

